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L'igiene orale

eubiosiintestinale

I denti sono organi durissimi, che si trovano all'interno del cavo orale. La loro funzione primaria, nei mammiferi, è quella della masticazione del cibo ma possono anche assolvere a scopi difensivi ed accessoriamente alla fonetica ed estetica.

NOZIONI GENERALI DI ANATOMIA DENTARIA

L'apparato dentario è formato dai denti veri e propri e dal parodonto costituito dalle gengive, l'osso alveolare e da altre strutture di sostegno che si trovano attorno al dente con la funzione di mantenerlo ancorato al tessuto osseo, conservando l'integrità dei tessuti coinvolti nella masticazione.

Anatomicamente ogni dente si divide in due parti principali:
-la corona che è la parte del dente ricoperta dallo smalto e che emerge dalla gengiva;
-la radice che è la parte ricoperta dal cemento (strutturalmente simile all'osso) incastrata nell'osso mascellare.

Corona e radice sono separate dal colletto dentale.

anatomiadente

Le patologie che colpiscono i denti sono diverse, più o meno gravi. Cercheremo in seguito di elencare e spiegare quelli che sono i principali problemi della cavità orale.

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PLACCA BATTERICA:

La placca è costituita da uno strato di glicoproteine salivari  che si depositano sulla superficie dei denti e della bocca già pochi minuti dopo lo spazzolamento, e viene rapidamente colonizzata da microrganismi del cavo orale.

Perché è dannosa?
Alcuni batteri che colonizzano la placca, come lo Streptococco Mutans, sono in grado di provocare la fermentazione degli zuccheri nei cibi introdotti formando degli acidi (acido citrico, lattico ecc.) che tendono da un lato a dissolvere lo smalto, causando carie; dall'altro svolgono un'azione irritante sulle gengive, provocando malattie parodontali infiammatorie.
Inoltre con il passare del tempo la placca tende a calcificarsi, trasformandosi in tartaro dentario, che non può essere asportato con i normali mezzi di prevenzione.

La placca può inoltre generare:
-tossine che causano ulteriore infiammazione;
-gas che causano alitosi.

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LA CARIE:

E' una malattia in cui si ha la distruzione dei tessuti duri del dente e, come abbiamo visto, è causata dalla formazione della placca batterica.
Gli acidi prodotti dal metabolismo dei microrganismi della placca intaccano lo smalto dei denti, partendo con un'impercettibile lesione dello smalto, fino ad intaccare la polpa (pulpite), con perdita del dente. Se trascurata, oltre a causare dolore a livello locale può divenire il punto di partenza di pericolose infezioni batteriche a livello sistemico.

Esistono diverse altre cause, oltre alla placca batterica, che concorrono alla formazione della carie: si tratta di cause predisponenti come l'età, il sesso, la razza, fattori ereditari e di cause determinanti come il terreno del dente e l'alimentazione.
E' stato infatti dimostrato come l'incidenza di carie sia alta fino ai 25 anni d'età per poi decrescere nell'età adulta, oppure che le donne manifestano una percentuale di lesioni cariose superiore a quella degli uomini. E' anche noto che i cibi che contengono molti zuccheri aumentino l'attività cariosa, sebbene la carie possa manifestarsi anche in assenza di carboidrati e zuccheri nella dieta.

carie1 carie2

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LE MALATTIE PARODONTALI:

Sono processi infiammatori e degenerativi che colpiscono i tessuti di sostegno del dente:


    LA GENGIVITE:
    E' la malattia più comune ed è completamente reversibile. Si tratta di un'infiammazione gengivale con
    modificazione della percezione del dolore e della consistenza della gengiva che si presenta:
    -arrossata;
    -lucida con edema;
    -sanguinante allo spazzolamento.

    LA PARODONTITE:
    E' una malattia di origine infiammatoria che coinvolge sia la gengiva che l'apparato profondo di
    sostegno del dente ed è spesso un'alterazione della gengivite.
    Si tratta di una distruzione progressiva delle fibre gengivali con abbassamento dell'attacco della
    gengiva al dente che, se non adeguatamente curata, può portare alla formazione di tasche
    parodontali purulente (ascessi parodontali), alla retrazione della gengiva e, all'ultimo stadio, alla
    perdita del dente (piorrea).

gengivite

placca1

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LIMITARE LA FORMAZIONE DI PLACCA BATTERICA

Dalle considerazioni che precedono emerge chiaramente come sia importante impedire lo svilupparsi della placca batterica per prevenire la formazione del processo carioso e della piorrea salvaguardando la salute dei nostri denti.
A tal proposito si attua la PREVENZIONE: la realizzazione quotidiana di un'igiene orale accurata con l'uso di mezzi appropriati!

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IN CHE MODO LIMITARE LA FORMAZIONE DI PLACCA?

1-MANUALMENTE

Mediante l'utilizzo dello spazzolino, del filo interdentale, di scovolini interdentali e altri prodotti specifici per l'igiene orale.

Caratteristiche dello spazzolino ideale:
-testa corta;
-collo largo;
-manico anatomico;
-profilo lineare.

Tecniche di spazzolamento:
La tecnica corretta di spazzolamento varia in funzione del tipo di spazzolino usato. Sia gli spazzolini manuali che quelli a batteria lasciano a te il compito di eseguire la maggior parte del movimento di spazzolamento, muovendo lo spazzolino avanti e dietro e su tutti i lati dei denti e delle gengive. Al contrario, gli spazzolini elettrici fanno quasi tutto da soli, lasciando all’utilizzatore solo il compito di spostarli sulle superfici dei vari denti.

Lo spazzolino va posizionato sui denti con un'inclinazione di 45° e il movimento deve essere perpendicolare alla gengiva, procedendo dalla gengiva verso i denti. Per pulire i denti superiori, il movimento deve avvenire verso il basso, per i denti inferiori invece verso l'alto. Le operazioni vanno ripetute sia sulla parte interna che su quella esterna della dentatura.
Spazzolare anche la lingua in paricolare la base.

spazzolare

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Un uso non corretto dello spazzolino può causare lesioni alle gengive e allo smalto!
Infatti la causa più frequente di una regressione gengivale è una errata igiene orale utilizzando spazzolini a setole dure con movimenti diretti orizzontalmente; tale abitudine traumatizza le zone più esposte e non deterge a sufficienza le zone interprossimali.

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Il filo interdentale:

Il filo interdentale è utile per rimuovere i residui di cibo sotto il solco gengivale e da alcuni spazi interdentali che, oltre a non essere raggiungibili dallo spazzolino, a volte sono difficilmente raggiungibili anche dagli scovolini interdentali.

Requisiti ottimali del filo interdentale:
 -materiali a elevata resistenza;
 -massima delicatezza sulle gengive;

Come si usa il filo interdentale?
Tagliare una porzione di filo di circa 30 centimetri e avvolgere le due estremità intorno all'indice e al medio di ciascuna mano. Inserire il filo nel punto di contatto tra due denti fino a toccare la gengiva e farlo aderire alla parete di uno dei denti. Far scorrere delicatamente il filo avanti e indietro, prestando attenzione a non esercitare troppa pressione per evitare lesioni alle gengive o fessure da frizione sulla superficie del dente. Se gli spazi sono molto stretti si può ricorrere all'ausilio di appositi aghi passafilo, mentre per gli elementi dentari posteriori è consigliabile utilizzare la forcella tendifilo per un inserimento più agevole.

filointerdentale

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Gli scovolini interdentali:

Sono lo strumento ideale per raggiungere tutti gli spazi interdentali: controllano la placca anche nelle superfici concave e sotto il punto di contatto. L'utilizzo quotidiano contribuisce a combattere l'infiammazione gengivale, riduce l'alitosi ed è essenziale per i portatori di apparecchi ortodontici o impianti, più soggetti all'accumulo di placca.

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2-MECCANICAMENTE

Con lo spazzolino elettrico e con idopulsori.
Come dimostrato da uno studio del 2005 (“Comparison of Two Power Interdental Cleaning Devices on Plaque Removal” BioSci Research Canada Ltd. Mississauga, Ontario, Canada) le setole che esercitano un'azione oscillatoria e rotatoria rimuovono più placca e riducono le gengiviti in modo più efficace rispetto agli spazzolini manuali, sia nel breve che nel lungo periodo.

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Recenti studi comparativi (“Comparison of Two Power Interdental Cleaning Devices on the Reduction of Gingivitis” BioSci Research Canada Ltd. Mississauga, Ontario, Canada) dimostrano come l'utilizzo di un idropulsore associato ad uno spazzolino manuale dia risultati significativamente migliori nella prevenzione delle gengiviti rispetto all'utilizzo del solo spazzolino elettrico ad oscillazione.
I pazienti utilizzanti idropulsori per la loro igiene orale quotidiana hanno manifestato una riduzione della gengivite del 60-100%.
Inoltre, l'uso giornaliero dell'idropulsore riduce la formazione di placca batterica anche nelle zone maggiormente difficili da raggiungere con un normale spazzolino.

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3-CHIMICAMENTE


Con colluttori  e dentifrici alla clorexidina, fluoro e oli essenziali.


I colluttori:

I collutori antiplacca, tecnicamente definiti dagli esperti "igiene orale chimica", sono  indispensabili alleati da utilizzare quotidianamente per rendere realmente attiva e completa l'igiene orale meccanica.

Effettuare sciacqui con un collutorio antiplacca:
 -permette di disgregare la placca e inibirne la formazione;
 -protegge le gengive e previene i disturbi parodontali;
 -è ideale per i portatori di protesi, apparecchi ortodontici e impianti;
 -è utile prima e dopo qualsiasi intervento odontoiatrico per prevenire le infiammazioni gengivali.

E' importante scegliere le soluzioni più specifiche ed efficaci, in particolare si segnalano le formulazioni a base di Clorexidina, da sempre uno dei principi attivi disinfettanti più impiegati per la preparazione di collutori e dentifrici e più utilizzati dagli specialisti.

Le proprietà della Clorexidina:
Grazie alle sue proprietà, note ormai da molti anni e clinicamente confermate, la Clorexidina assicura un'elevata azione antiplacca e antibatterica per combattere carie e gengiviti.
Il segreto è un esclusivo meccanismo d'azione:
-si lega alla superficie cellulare dei batteri contrastandone la proliferazione;
-si lega alla matrice della placca impedendone lo sviluppo e disgregandola;
-agisce rapidamente ed è caratterizzata da un'elevata ritenzione nel cavo orale;
-mantiene l'attività antiplacca-antibatterica fino a 8-12 ore;
-a seconda della concentrazione viene utilizzata come terapia d'urto, di mantenimento o protettiva.

Tuttavia le preparazioni a base di Clorexidina, specialmente se utilizzate con frequenza, provocano la comparsa di macchie giallo-brune sui denti, non dannose ma molto antiestetiche.
Per eliminare il fastidio, la ricerca scientifica ha messo a punto formulazioni innovative che impediscono alla Clorexidina di mettere in pericolo la bellezza del sorriso.

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I dentifrici:

Il dentifricio è un prodotto finalizzato alla pulizia, alla manutenzione dell'estetica ed alla salute dei denti.
Tradizionalmente il dentifricio si presenta come una crema (detta anche pasta dentifricia), ma viene commercializzato anche in forma di gel, o con composizioni miste.

Il fluoro in varie forme è l'ingrediente attivo più popolare per la prevenzione della carie nei dentifrici, in quanto ha effetti sulla formazione dello smalto di denti ed ossa.

Oltre al fluoro, l'altro ingrediente fondamentale nella maggior parte dei dentifrici è un agente abrasivo. Alcuni studi hanno dimostrato che nei dentifrici con un componente abrasivo il tempo necessario per rimuovere la placca dai denti viene ridotto circa del 50%.

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Bibliografia

Training di igiene orale” Curaden Healthcare Training and Developement
Note informative di anatomia e patologia dentale” Curaden Healthcare Training and Developement
Comparison of Two Power Interdental Cleaning Devices on the Reduction of Gingivitis” BioSci Research Canada Ltd. Mississauga, Ontario, Canada
Comparison of Two Power Interdental Cleaning Devices on Plaque Removal” BioSci Research Canada Ltd. Mississauga, Ontario, Canada
http://professional.waterpik.com/clinical-research/
http://www.curaden.it/
Per le immagini: http://it.wikipedia.org/

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